Monday, 16 October 2017

Come prevenire la carie?

La cura dell’igiene orale è l’elemento sul quale è possibile intervenire attivamente per prevenire ed evitare la comparsa di carie dentarie. Gli strumenti da usare quotidianamente, più volte al giorno, sono lo spazzolino, anche elettrico, un buon dentifricio ed il filo interdentale. Ciascuno di essi, con i suoi componenti o meccanicamente, contribuisce a mantenere nella bocca un ambiente sfavorevole ed ostile all’attecchimento dei batteri che causano l’infezione.
E’ importante effettuare un regolare controllo dentistico e, semestralmente o al massimo ogni dodici mesi, una detartrasi eseguita dal professionista. La pulizia dei denti professionale elimina a fondo il deposito di placca e di tartaro che la cura quotidiana, con gli strumenti sopra citati, pur se indispensabile e svolta in modo accurato, non riesce ad evitare. Sono abilitati ad eseguire la detartrasi, o ablazione del tartaro, gli odontoiatri e gli igienisti dentali (motore endodontico).
Tra i metodi di prevenzione si trova la tecnica della sigillatura dei solchi.
I solchi sono le irregolarità della superficie masticatoria dei molari che, per la loro conformazione, sono particolarmente soggetti all’attacco degli acidi dei batteri. Con uno speciale materiale composito fluido si ricoprono i molari dei bambini, intorno ai sei anni di età, in modo da creare una pellicola protettiva. Il materiale non dovrà essere rimosso, ma si consumerà da solo. Nei casi particolarmente a rischio, la protezione si può ripetere (localizzatore apicale).

Saturday, 19 August 2017

In cosa consiste? 
Il trattamento endodontico consiste nella rimozione del tessuto pulpare sia a livello della corona sia a livello delle radici e nella sostituzione del tessuto rimosso con un'otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata sagomatura dei canali radicolari.




Quanto dura? 

Il trattamento endodontico è abbastanza lungo soprattutto per i molari, poichè necessita di una o più sedute a seconda dei casi. I tempi operativi del trattamento endodontico sono i seguenti:

●Anestesia locale

●Isolamento del campo operatorio mediante diga di gomma
●Apertura della camera pulpare attraverso la corona dentale
●Ritrovamento del o dei canali. Misurazione della lunghezza del canale (dalla corona sino all'apice radicolare) mediante un localizzatore apicale. La dose di radiazione assorbite nell'esecuzione di una radiografia ad uso odontoiatrico è minima. Il rapporto rischio/beneficio è altamente a favore del beneficio (e di un acorretta cura endodontica)
●Strumentazione dei canali mediante uno strumento endodontico che asporta la polpa canalare, batteri e sostanze infette creando nel medesimo tempo una forma a cono, adatta a ricevere il materiale di otturazione
●Lavaggi con ipoclorito di sodio, potente antisettico, per ottenere un ambiente il più possibile asettico
●Riempimento permanente dei canali con guttaperca, materiale plastico e modellabile con il calore, associato al cemento canalare
●Otturazione provvisoria
●Controllo radiografico della fine della cura
●Ricostruzione del dente a scopi protesici

Farà male? 

Durante il trattamento endodontico il dolore è completamente assente grazie all'anestesia locale. Un indolenzimento, che può essere soggettivamente più o meno lieve, è quasi sempre presente nei due-tre giorni successivi alla cura endodontica. Si può ovviare con un qualsiasi analgesico.

Cosa si ottiene con il trattamento endodontico? 

Il recupero dell'elemento dentale e la possibilità del suo reinserimento (con il restauro protesico) nell'arcata dentale.
La percentuale di successo di un trattamento endodontico corretto è, in condizioni normali, elevatissima (rilevatore apicale). 

I ritrattamenti 

Occasionalmente un dente che è stato sottoposto ad intervento endodontico (devitalizzazione), può non guarire oppure continuare a dolere nonostante la terapia e questo anche alcuni mesi o anni dopo. Quando questo accade, il dente spesso può essere salvato con un secondo trattamento endodontico: il ritrattamento.

Perchè occorre ritrattare i canali del dente? 

Il trattamento endodontico viene eseguito perchè la polpa, chiamata comunemente dai pazienti "nervo", era stata irrimediabilmente danneggiata. Sebbene la polpa sia stata rimossa e sostituita con un altro materiale di otturazione, il dente deve essere ritrattato per problemi dovuti ad una o più delle seguenti cause:

Incompleta detersione e otturazione dei canali 

Perchè il trattamento endodontico (devitalizzazione) abbia successo i canali delle radici devono essere interamente detersi e otturati. Alcuni canali sono a volte così stretti, calcificati o curvi che i più piccoli strumenti usati per ripulirli non riescono a percorrerli. Altri canali sono così piccoli che non sono facilmente individuabili, oppure alcuni canali sono otturati in maniera approssimativa (riunito odontoiatrico).

Nuova carie 

Una nuova carie può distruggere la corona del dente ed espone il materiale da otturazione del canale ai batteri e alla saliva causando una nuova infezione dei canali delle radici. Una frattura o incrinatura di un'otturazione o la scementazione di una corona o di un perno radicolare possono determinare i medesimi danni.

Cosa capita durante un ritrattamento? 

Il dente deve essere riaperto, i canali nuovamente detersi ed otturati. Nei casi in cui non sia possibile tutto ciò (canali curvi, perni nei canali, ecc.) può essere necessaria un'incisione della gengiva che permette di esporre l'apice del dente al fine di poterlo sigillare (apicectomia ed otturazione retrograda).

Tuesday, 15 August 2017

Implantologia dentale

L'implantologia dentale consente oggi di far fronte alla perdita dei denti naturali ripristinando il sorriso del paziente in modo perfettamente funzionale ed esteticamente valido.

Il ricorso all'implantologia dentale permette infatti una riabilitazione fissa della masticazione, evitando i fastidi legati all'utilizzo di protesi mobili (dentiere) ottenendo un risultato estetico conforme a quello naturale. La tecnica implantologica prevede l'inserimento chirurgico nell'osso mandibolare o mascellare, di perni in titanio (materiale biocompatibile per l’organismo), i quali fungono da sostegno fisso per ogni elemento dentale artificiale.
Il meccanismo di osteointegrazione avviato dalla naturale guarigione ossea, consente agli impianti di venire progressivamente e saldamente inglobati dall'osso nel quale sono stati posizionati.
Implantologia a carico immediato
L'implantologia a carico immediato é la tecnica implantologica, oggi utilizzata ordinariamente, che permette la riabilitazione immediata, funzionale ed estetica, della masticazione del paziente.
Fattori traumatici (fratture), granulomi, infezioni, patologie parodontali (piorrea), possono rendere necessaria la sostituzione immediata di un dente singolo o più elementi dentali, di una o entrambe le arcate dentarie. L'implantologia dentale a carico immediato consente al paziente di uscire dal nostro Centro medico con denti provvisori fissi sugli impianti appena posizionati.
Implantologia a carico immediato: ALL ON FOUR - ALL ON SIX
Fra le metodiche di implantologia a carico immediato, notevole é l'esperienza del Prof. Finotti e dei suoi collaboratori nelle tecniche all on four - all on six (letteralmente: tutto su quattro, tutto su sei) che permettono di ripristinare l'arcata dentale posizionando soltanto quattro o sei impianti in siti ossei strategici, atti a garantire un'ottima risposta alle sollecitazioni masticatorie. Il paziente potrà ottenere una protesi fissa provvisoria entro le 4 - 36 ore dall'intervento.
Nella tecnica all on four - all on six, gli impianti utilizzati garantiscono, per forma e superficie, un' ideale stabilità strutturale e rapidi processi di guarigione ossea.
Implantologia dentale: una scelta personalizzata
La scelta della strategia più corretta avviene in funzione delle esigenze del singolo paziente e delle sue caratteristiche cliniche, sia locali (stato osseo e gengivale) che generali (contrangolo odontoiatrico).
Anche pazienti anziani portatori di protesi mobili (dentiere) che presentino condizioni critiche di riduzione ossea, possono usufruire con successo di interventi implantologici: l'applicazione di pochi impianti ( 2 o 4 ), consente di stabilizzare le protesi mobili permettendo il recupero delle normali funzioni masticatorie e salvaguardando la vita di relazione individuale.

In alcuni casi, é possibile effettuare interventi mini-invasivi a cielo chiuso, senza incidere la gengiva, praticando dei piccoli fori corrispondenti al posizionamento degli impianti (tecnica flapless). Questa tecnica permette di ridurre al minimo il traumatismo chirurgico dell'intervento, accorciando notevolmente i tempi di guarigione.
In altri casi la mancanza di struttura ossea induce un intervento di rialzo del seno mascellare che mira a rigenerare osso allungando di qualche mese il completamento del progetto implanto-protesico (Lampada ingrandimento).

Monday, 26 June 2017

Sistema perimplantare: il tessuto connettivale perimplantare

Il tessuto connettivo perimplantare, in contatto diretto con il biossido di titanio, si estende per uno spessore di 1-1,5 mm dal limite apicale della barriera epiteliale e la cresta ossea alveolare.
Al suo interno le fibre collagene originano dal periostio crestale e si estendono fino alla mucosa marginale, decorrendo parallelamente all’impianto.


Il connettivo perimplantare risulta formato da fibre collagene (70%), fibroblasti (20%), vasi sanguigni (5%) e matrice connettivale, ed è situato subito al di sotto, ossia più apicalmente, dell’epitelio giunzionale. Le fibre collagene, essendo assente il cemento radicolare, decorrono dalla cresta alveolare quasi parallelamente all’asse lungo dell’impianto.

È possibile distinguere due vere e proprie zone connettivali con caratteristiche differenti: la zona più interna, vicina all’impianto, e una zona esterna più abbondante.

La zona più interna dell’attacco connettivale presenta caratteristiche di un tessuto connettivo cicatriziale ricco di fibre collagene, ma povero di cellule e ha uno spessore di circa 40 µm. La zona di connettivo in intimo contatto con il biossido di titanio è caratterizzata dall’assenza di strutture vascolari e fibre collagene disposte parallelamente all’asse lungo dell’impianto. Non si repertano fibre circolari che circondano l’impianto. Gli abbondanti fibroblasti appaiono interposti tra le fibre collagene, orientati con  l’asse lungo parallelo alle fibre collagene e all’impianto stesso (Lampada scialitica).

La porzione più esterna di tessuto connettivo è più rappresentativa (circa 160 µm) e presenta una maggior quantità di fibre collagene, mentre i fibroblasti sono meno rappresentati (circa un terzo rispetto alla zona più vicina all’impianto). A questo livello, è maggiore inoltre la componente vascolare.

La relativa scarsità di cellule a livello dell’attacco connettivale perimplantare, rispetto al connettivo parodontale, potrebbe indicare una ridotta velocità di turnover rispetto a quello della gengiva. Infatti è stato osservato come il tessuto connettivo perimplantare presenti analogie con il tessuto cicatriziale, possedendo infatti un’elevata densità di fibre collagene, mentre cellule e strutture vascolari risultano poco rappresentate. Perciò il potenziale rigenerativo del connettivo perimplanatare è da ritenersi modesto.

La vascolarizzazione del tessuto connettivale nel parodonto umano è determinata sia da vasi che provengono dall’osso alveolare che da vasi provenienti dal legamento parodontale. Al contrario nei tessuti perimplantari la vascolarizzazione proviene dai rami terminali di vasi più grossi che decorrono nel periostio che ricopre l’osso alveolare. Al di sotto del tessuto epiteliale giunzionale sia ha, sia negli impianti che nei denti, un vero e proprio “plesso crevicolare”. Più apicalmente è invece possibile notare una differenza significativa fra impianti ed elementi dentari: se intorno al cemento radicolare è possibile osservare una vascolarizzazione ricca e abbondante, intorno agli impianti si ha invece un’area quasi del tutto priva di vascolarizzazione (Lampada ingrandimento).

Friday, 19 May 2017

Q Come sarà il mio dente dopo il trattamento?

Q Come sarà il mio dente dopo il trattamento?
A In passato, dopo il trattamento un dente spesso scurisce. Tuttavia, con le tecniche moderne questo non accade più. Se qualsiasi scolorimento accade, ci sono diversi trattamenti disponibili per ripristinare l'aspetto naturale.


Q Dove il trattamento può essere effettuato ?
A Trattamento del canale radicolare è una procedura dentale di routine, che il vostro dentista sarà lieto di fare per voi.

Q E se succede di nuovo?
A Un trattamento del canale radicolare di solito da i buoni risultati. Tuttavia, se l'infezione ritorna il trattamento può essere ripetuto.

Q È costoso?
A Si può avere il trattamento canalare sul Servizio Sanitario Nazionale. Però, a causa del tempo necessario e l'abilità necessaria, molti dentisti preferiscono effettuare questo trattamento in privato. Il vostro dentista sarà lieto di darvi una valutazione.

Q Come si tratta il dente dopo il trattamento?
A Curati denti radicolari devono essere trattati proprio come qualsiasi altro dente. Ricordatevi di pulire i denti almeno una volta al giorno, preferibilmente con un dentifricio fluorato. Ridurre gli spuntini zuccherati, e tenerli solo per i pasti, se possibile. Vedere il vostro dentista per controlli regolari (Lampada scialitica).


Q Cosa succede se non ricevo il trattamento?
A L'alternativa è estrazione del dente. Una volta che la polpa è distrutta, non può guarire e non è consigliabile lasciare un dente infetto in bocca. Anche se alcune persone preferiscono una estrazione, di solito è meglio mantenere il maggior numero di denti naturali possibili.

Q Sarà il mio dente salvato dopo il trattamento?
A Sì. Però, è meglio ricostruire il dente con una corona e di fare sostegno supplementare e forza al dente (strumenti dentista).